COMUNICATO STAMPA

Papà Separati Liguria ONLUS, associazione fondata nel 2008, in 10 anni di presenza attiva e costruttiva sul territorio Ligure, grazie alla collaborazione con professionisti che operano nei vari settori legati al diritto di famiglia e docenti di diritto, ha maturato una propria conoscenza critica dei vari disegni di legge in materia di tutela dei minori coinvolti nella scissione del nucleo familiare, che nell’arco degli anni sono stati presentati da varie forze politiche.

Il fallimento o mancata applicazione della 54/06, ha spinto Papà separati Lombardia a proporre un protocollo da sottoporre a quante più associazioni possibili, il “Protocollo Brugherio” del 2014, con lo scopo di raccogliere idee e basi da cui ripartire per un nuovo disegno di legge, il protocollo Brugherio è stato firmato da 30 associazioni.

Questo percorso ha portato l’associazione in coordinamento con le altre associazioni alla decisione di sostenere la proposta di riforma della legge sull’affido condiviso denominato DDL Pillon.

La nostra lettura del DDL PIllon:

A nostro avviso, benché alcuni dettagli siano suscettibili di essere emendati o migliorati, si tratta di un buon testo normativo, suscettibile di migliorie ma che merita di essere approvato in tempi brevi.

A beneficio di coloro che non hanno la possibilità o il tempo di leggere l’intero testo del ddl, che si compone di 24 articoli, riassumiamo i punti fondamentali in 12 punti (in ordine di importanza):

  1. parità o equipollenza dei tempi di frequentazione e di cura genitori/figli (la regola è il 50%, che può scendere fino al 35% e ulteriormente soltanto per gravi ragioni ostative: violenza, abusi sessuali, trascuratezza o indisponibilità di uno dei genitori);

  2. approvazione di un piano genitoriale, che ciascun genitore elabora e propone, tenendo conto prioritariamente delle concrete esigenze del figlio/dei figli;

  3. mantenimento diretto da parte di ciascun genitore, senza automatismi e secondo criteri di proporzionalità alla situazione reddituale di ciascuno dei genitori e delle esigenze del figlio/dei figli, suddivisi per capitoli di spesa (l’assegno di mantenimento diventa una misura residuale, eccezionale e provvisoria);

  4. assegnazione della casa familiare in base al criterio della proprietà o della comunione e, in caso di assegnazione della casa familiare a uno dei genitori, obbligo di versamento, da parte del genitore che coabita con i figli, di un’indennità corrispondente al canone di locazione di mercato in favore dell’altro genitore;

  5. strumenti di prevenzione e soluzione dei conflitti fra genitori, con la istituzione di due nuove figure professionali, il mediatore familiare con un incontro gratuito e il coordinatore genitoriale;

  6. doppio domicilio del minore (ai fini delle comunicazioni scolastiche, amministrative, di salute e fiscali);

  7. contrasto del fenomeno della c.d. alienazione genitoriale (con strumenti preventivi e repressivi);

  8. divieto di “deportazione” geografica del minore (cioè di trasferimento del minore contro la volontà di uno dei genitori);

  9. diritto del minore di crescere in una famiglia, con conseguente divieto di affidamento ad enti terzi;

  10. mantenimento del maggiorenne fino a 25 anni di età (o ad altra età, in relazione allo sforzo profuso per reperire un lavoro);

  11. modalità e strumenti che garantiscano la genuinità delle dichiarazioni rese in sedi di ascolto dal minore ultra-dodicenne o, se dotato di capacità di discernimento, anche infra-dodicenne;

  12. abolizione dell’istituto dell’addebito della responsabilità nella separazione coniugale.

Sperando di aver chiarito e sintetizzato, a beneficio di tutti, i contenuti essenziali del DDL Pillon che Papà Separati Liguria sostiene.

IL Comitato Direttivo

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