CONOSCIAMO MEGLIO LE DISPRASSIE

Di cosa stiamo parlando? Le migliori spiegazioni  si possono ricavare dal SITO www.aidee.it , il Sito dell’Associazione Italiana Disprassia Evolutiva , che ha sede in Roma ed è presieduta dalla Dottoressa Letizia Sabbadini , qui un sunto ma suggeriamo di consultare il Sito e scaricare anche il libretto informativo gratuito. Si tratta di un DISTURBO nel quale le prestazioni in compiti di coordinazione motoria, fini o grosso motori, sono significativamente al di sotto del livello atteso rispetto all’età e allo sviluppo intellettivo.

La Disprassia è infatti riconosciuta come un disturbo congenito o acquisito precocemente che, pur non alterando nella sua globalità lo sviluppo motorio, comporta difficoltà nella gestione dei movimenti comunemente utilizzati nelle attività quotidiane (ad es. vestirsi, svestirsi, allacciarsi le scarpe) e nel compiere gesti espressivi che servono a comunicare emozioni, stati d’animo; inoltre è deficitaria la capacità di compiere abilità manuali e abilità gestuali a contenuto prevalentemente simbolico.

Secondo la nostra impostazione è necessario distinguere i due termini: Disturbo di movimento e Disprassia: infatti mentre il primo può essere incluso nella definizione di DCD, il secondo implica una difficoltà soprattutto rispetto alla capacità di pianificare, programmare ed eseguire una serie di movimenti deputati al raggiungimento di uno scopo o di un obiettivo, per:

– mancata acquisizione di attività intenzionali intese come abilità e competenze, o acquisizione di strategie povere e stereotipate

– ridotta capacità di rappresentarsi “l’oggetto” su cui agire l’intera azione o le sequenze che la compongono;

– difficoltà a coordinare e ordinare in serie i relativi movimenti elementari in vista di uno scopo (pianificazione e programmazione dell’atto motorio).   L’ICD-10 ( che è una classificazione per gli studi statistici) mette in evidenza il Disturbo Evolutivo Specifico della Funzione Motoria (SDDMF) identificandolo attraverso i seguenti criteri:

– Difficoltà di coordinazione, presente dalle prime fasi di sviluppo e non dipendente da deficit  neurosensoriali e neuromot

ori; il deficit della coordinazione motoria non può essere spiegato da una condizione di ritardo mentale.

– Entità della compromissione variabile e modificabile in funzione dell’età.

– Ritardo di acquisizione, (non costante), delle tappe di sviluppo motorio, a volte accompagnato da ritardo dello sviluppo del linguaggio (componenti articolatorie).

– Goffaggine nei movimenti.

– Ritardo nell’organizzazione del gioco e del disegno con difficoltà in compiti visuo spaziali e deficit costruttivo

– Difficoltà in compiti visuo-spaziali.

– Presenza di segni neurologici sfumati, privi di sicuro significato localizzatorio.

– Presenza (non costante) di difficoltà scolastiche e di problemi socio-emotivo-comportamentali.

Quest’ultimo aspetto non va sottovalutato in ambito clinico; va tenuto conto infatti del carico di frustrazione che il bambino disprassico deve sopportare nel corso dello sviluppo e rispetto alle richieste dell’ambiente; spesso i bambini disprassici vengono considerati poco intelligenti, pigri, svogliati. Il rischio è quindi quello di innescare disturbi comportamentali e psicopatologici.

Spesso la  Disprassia si ritrova  in comorbidità  con i D.S.A. oppure gli stessi  sono su base disprassica e purtroppo la disprassia  o meglio le disprassie sono  poco conosciute  e frequentemente  non riconosciute/ individuate  anche a livello di diagnosi , con la conseguenza di non essere trattate per nulla o non  in maniera adeguata perché scambiate con altre problematiche.

Si puo’ riscontrare nella clinica:

Disprassia primaria o pura (non associata ad altra patologia e che non presenta segni neurologici evidenti).

Disprassia secondaria (associata invece ad altre patologie e sindromi: PCI, Sindrome di Williams, Sindrome di Down, Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, ADD, ADHD ossia Disturbi dell’Attenzione con o senza Iperattività).

Inoltre va chiarito che spesso può capitare che nello stesso bambino si riscontrino uno o più tipi di disprassia, di cui una tipologia e’ preminente rispetto ad altri segnali piu’ sfumati di disprassia:

Disprassia generalizzata

Disprassia Verbale

Disprassia Orale

Disprassia degli arti superiori

Disprassia della scrittura

Disprassia di sguardo

E’ ovviamente con attenta osservazione che si può procedere per la sua  individuazione attraverso test specifici sin dalla primissima infanzia , prima la si riconosce e  prima si può iniziare con un percorso personalizzato di terapia di  neuropsicomotricità e/o logopedia .

Dal 2017 in Liguria è presente il GRUPPO REGIONALE AIDEE LIGURIA , I Gruppi Regionali/Territoriali AIDEE nascono con il compito di favorire il collegamento tra i soci residenti nel territorio e tra gli stessi ed il Consiglio Direttivo AIDEE, nonché di curare ed organizzare la diffusione dell’Associazione, la divulgazione informativa nel territorio stesso ed il miglior perseguimento dei suoi scopi nel territorio in linea con le linee strategiche d’azione formulate dal Consiglio Direttivo AIDEE. Il nostro intento è quello di promuovere nel tessuto sociale maggiori informazioni sulla disprassia in età evolutiva, condividendo contenuti specifici e dando rilievo a domande e dubbi. Referente territoriale per la Liguria è il Dott. Danilo Diotti (Logopedista e Psicologo, Docente presso l’Università degli Studi di Genova), Referente territoriale genitori è Silvia Bottero .

Siamo disponibili per corsi di formazione e informazione, incontri di mutuo aiuto aperti a tutti e per rispondere ai dubbi e alle necessità di Scuole e Famiglie .

La nostra mail è aideeliguria@gmail.com e siamo su FACEBOOK con una nostra Pagina : https://www.facebook.com/aideeliguria/

Concludiamo con una breve spiegazione su cosa sono e a cosa servono i benefici  delle Leggi 104/92 e 289/90  in quanto alcuni alunni con Disprassia ed altri disturbi in comorbidità (associati) necessitano ,su indicazione espressa dal NPI nella Diagnosi, dell’ Insegnante di Sostegno (quindi si fa la richiesta della legge 104) ; oppure , per coprire parte delle spese sostenute per le varie terapie ( in genere sono quasi tutte svolte in centri privati per poter accedere subito senza attese dannose e per avere la continuità per anni sul lavoro terapico) ci si appella all’ Invalidità Civile, più comunemente conosciuta per i minorenni come INDENNITA’ DI FREQUENZA .Maggiori e più dettagliate informazioni si possono ottenere rivolgendosi direttamente ai vari CAF O PATRONATI e comunque siamo disponibili anche noi  via mail  per fare da primo filtro info.

Cos’è L’ Indennità di frequenza;

INPS riconosce un’indennità di frequenza, erogata a domanda, per l’inserimento scolastico e sociale dei minori con disabilità fino al compimento della maggiore età.

A chi è rivolta

Il beneficio spetta ai cittadini minori di 18 anni ipoacusici o con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.

Come funziona

Decorrenza e durata:

Una volta accertati i requisiti sanitari previsti per poter beneficiare delle prestazioni economiche e delle tutele relative alla sordità, il pagamento decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda e comunque non prima dell’inizio della frequenza ai corsi o ai trrattamenti.

Requisiti

l’indennità di frequenza spetta a chi:

ha meno di 18 anni;

sono state riconosciute difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della minore età oppure è affetto da perdita uditiva superiore a 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze 500, 1.000 e 2.000 hertz;

frequenta in maniera continua o periodica centri ambulatoriali, centri diurni anche di tipo semiresidenziale, pubblici o privati, operanti in regime convenzionale, specializzati nel trattamento terapeutico, riabilitazione e recupero di persone portatrici di handicap;

frequenta scuole pubbliche o private di ogni ordine e grado a partire dagli asili nido;

Due precisazioni:

  • L’ assegno è erogato da OTTOBRE A GIUGNO compresi e, se anche in estate si frequenta un centro di terapia ASL o convenzionato , documentando tutto si ottiene anche nei 3 mesi estivi.
  • Il reddito a cui si riferisce l’ INPS NON E’ QUELLO FAMIGLIARE bensì del singolo bambino, caso raro ma possibile.

Le info appena descritte e riguardanti l’ invalidità civile/ indennità di frequenza sono state tratte dal Sito inps:

 https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemDir=50195

Ed ora LA LEGGE 104/ 92:

Cosa è:

La Legge 104/92 definisce lo stato di handicap

Il Verbale di assegnazione di  stato di handicap riporta  a seconda della situazione del soggetto  dei comma che ne definiscono o meno la gravità e i relativi benefici

Quali sono?

Chi è tutelato dalla Legge 104/92  ha diritto a richiedere l’ insegnante di sostegno .

A seconda dei comma e delle disponibilità del monte ore dell’Istituto vengono assegnate un numero maggiore o minore  di ore coperte da una insegnante.

È fatto obbligo stilare un P.E.I.

Si riuniscono tutte le figure preposte nei G.H.L.

I Programmi Ministeriali a seconda dei casi possono essere ridotti nella quantità ma sempre mantenendo gli obiettivi minimi previsti.

In casi particolarmente delicati possono essere inferiori al minimo, in questo caso non si ottiene un diploma bensì un attestato ( scuole medie)

Qual è la prassi per ottenere l’insegnante di sostegno?

Certificazione dello stato di handicap o dello stato di handicap in situazione di gravità (ai sensi della Legge n. 104/1992).

Diagnosi Funzionale.

Ottenuto lo stato di handicap la famiglia con la Diagnosi Funzionale, rilasciata dal Servizio di Neuropsichiatria Infantile e dell’Età evolutiva dell’ASL, presenta la documentazione presso l’Istituto Scolastico dell’alunno e sottoscrive i moduli per  l’avvio della procedura necessaria per ottenere l’insegnante di sostegno.

Sulla base di ciò, il Dirigente Scolastico inoltra la richiesta indicando le ore di sostegno necessarie che risultano indicate dalla Diagnosi Funzionale e dal progetto formulato dal GLH.

La richiesta di sostegno si può presentare alla Scuola in qualsiasi momento ma la Scuola può fare richiesta di sostegno solo in due fasi dell’anno: la prima di solito a Febbraio/Marzo e la seconda a Giugno/Luglio. Il sostegno sarà assegnato a partire dall’Anno Scolastico successivo a quello della presentazione della domanda.

Come si fa richiesta della 104?

La richiesta di riconoscimento di handicap va presentata all’INPS di competenza territoriale  SOLO per via telematica.

È possibile farlo autonomamente dopo aver acquisito il PIN (il codice numerico personalizzato da richiedere dal Sito dell’ INPS sezione servizi online ) oppure attraverso gli enti abilitati: patronati, sindacali, CAAF ecc.

L’accertamento dell’handicap può essere richiesto anche contemporaneamente alla domanda di accertamento dell’invalidità ovvero legge 289/90: non è necessario presentare due domande distinte.

Laura Candelo 

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