Il delirio e la speranza

copertina Delirio e speranza x fb

Dal 15 dicembre 2012 è stato distribuito su scala nazionale, vale a dire che si può trovare in ogni città italiana (e se non si trova sul banco della libreria dove si entra, basta ordinarlo per averlo in pochissimi giorni) il volume IL DELIRIO E LA SPERANZA (Storie di padri separati), pubblicato dalla Erga Edizioni di Genova (250 pagine al costo di € 10,00). Il libro apre il velo su un tema scottante di grande attualità, che riguarda ormai migliaia di persone e di cui si parla molto poco. La sua originalità sta nel fatto che viene trattato attraverso 11 racconti nati da drammatiche testimonianze di padri separati e rielaborati in chiave letteraria da sei autori diversi.

La letteratura, si sa, è un’arma di grande efficacia per condurre il lettore dentro il problema e coinvolgerlo emozionalmente in situazioni spesso sconvolgenti che investono, in definitiva, la sopravvivenza stessa della famiglia, da sempre la cellula base della nostra società, indispensabile per la sua sopravvivenza. La curatrice del volume e direttrice della collana Voltar Pagina della Casa editrice Erga, Miriam Pastorino, scrive nell’introduzione: “Può una società sopravvivere senza padri? Mai come oggi il nostro futuro è apparso appeso alla capacità di liberarci in fretta delle zavorre del passato e in particolare di quelle false ideologie che, con la pretesa di regalarci il massimo della felicità assieme al massimo della libertà, hanno finito per spalancare le porte a innumerevoli dolori individuali e causato il collasso di tutte le nostre basi culturali e sociali”.

Personalmente ho contribuito alla pubblicazione con due racconti lunghi, il primo e l’ultimo del volume: “Un padre virtuale” e “Gli opposti consiglieri”.

Prime recensioni del libro.

Riporto solo alcuni stralci:

“E’ un libro che va letto dalla fine e che parla della fine. La fine dell’amore, la fine di un’unione. .. “Il Delirio e la speranza, storie di padri separati” è in libreria, edito da Erga Edizioni, ed è una raccolta di voci di papà messi alla porta… E allora è dalla fine di questo libro, dalla quarta di copertina che si capisce il senso, prima di addentrasi nei drammi di cui il libro trabocca. “Lo sguardo basso, le nocche delle dita bianche, un padre stringe le maniglie di due valigie. Nel buio della notte, le infila nel bagagliaio dell’auto. Guarda in alto, verso la luce calda di due finestre. La sua vita, l’unica che ha, è finita. Il suo domani è l’incerto dei sentimenti, l’instabilità economica. Senza più famiglia, senza più casa. Lontano dai figli. La donna su cui aveva basato la sua esistenza improvvisamente è diventata la sua nemica più implacabile. Gli occhi gli si inumidiscono, la ragione vacilla. E’ il delirio. E’ nato un (altro) uomo interrotto”…. Le testimonianze dei padri, rielaborate in chiave letteraria, (fanno) di ogni racconto un esempio della quotidiana lotta per la conquista di una dignità che viene sistematicamente avvilita. Accuse infondate, le più abiette. Lungaggini giuridiche. Fiumi di denaro spesi per perizie psichiatriche tese a dimostrare ciò che è ovvio. Udienze senza esito. Muri di gomma, insormontabili…”
Noi, condannati a vivere da padri interrottiGraziano CetaraIl Secolo XIX, Genova 13/12/2012

“Tutti ne parlano ma nessuno interviene. E’ un male trasversale” spiegano le autrici e gli autori del volume “Il Delirio e la Speranza”, undici racconti di padri separati: 252 pagine che si leggono d’un fiato, indignano e fanno venire brividi di paura…. Nel dramma dei figli è l’uomo a giocare il ruolo del reietto allontanato da casa, costretto a versare prebende spesso insostenibili a donne garantite da una legislazione farraginosa e vetusta… Ormai la tecnica usata dalle mogli è quasi sempre la stessa: denunciare l’uomo per maltrattamenti, chiedere la separazione, ottenere dal Tribunale il riconoscimento e un vantaggio economico…”
I padri separati sono vittime di mogli e giudici di parteFabrizio GraffioneIl Giornale, Genova, 15/12/2012

“Un libro coraggioso IL DELIRIO E LA SPERANZA, che raccoglie undici racconti di sei autori: storie così verosimili da poterci insegnare…. I racconti esplorano ciascuno un aspetto del difficile rapporto tra genitori separati, le famiglie di provenienza, i figli spettatori di un dramma che li coinvolge. La curatrice del libro, Miriam Pastorino, ha scelto per l’immagine di copertina un volto pensoso di bimbo, più efficace di tante parole… Due racconti staccano dagli altri: l’ultimo “Gli opposti consiglieri” di Dionisio di Francescantonio (anche autore della prima e molto negativa storia del libro). In questo finale racconta di una moglie con un lavoro più importante di quello del marito che si lascia attrarre da un superiore donnaiolo. Alla fine però si riconcilia col marito: speranza e ragionevolezza possono imporsi pur nel rapporto più deteriorato. E poi “Aurora” di Emanuele Scotti che fa il volontario e forse per questa via di dedizione ha imparato a trovare le parole di fede e perdono… “

In un libro scritto dai papà l’angoscia delle separazioni, Maria Luisa Bressani, Il Giornale, 13/1/2013

“È possibile coltivare la speranza anche quando tutto sembra perduto e l’unica voce è un grido di dolore che sale dal profondo per dare sfogo al delirio in cui si è precipitati? È dura, a volte terribilmente dura, ma è possibile. Lo dimostrano le storie di padri separati raccolte nel volume “Il delirio e la speranza” (Erga edizioni), che hanno in comune l’angoscia di uomini che, dopo la separazione, sono stati strappati dall’affetto dei figli e, in alcuni casi, hanno dovuto aspettare anni per poterli riabbracciare. «Fa veramente impressione – scrive nell’introduzione Miriam Pastorino, curatrice del volume – vedere con quanta leggerezza e con quanta ostinazione certe madri costringano di fatto la prole nella condizione dell’orfano di padre. Questi racconti – prosegue – vogliono far riflettere sugli inutili dolori innescati da un malinteso senso di autoaffermazione della donna, solo parzialmente giustificato dalla sua storica condizione d’inferiorità». Alla fine, sottolinea la curatrice dell’opera, con il loro comportamento, queste madri diventano esse stesse «strumenti d’angoscia e infelicità per i loro figli». Una deriva che, purtroppo, coinvolge un numero molto alto di minori, “contesi” da adulti che, troppo impegnati ad odiarsi (come ben testimoniano alcune delle storie raccontate nel libro), dimenticano di essere anche genitori. Una condizione che, invece, non termina con il venir meno del legame matrimoniale.
«L’unico modo per dare un senso di speranza anche a vicende dolorose, come la fine di un matrimonio, è tornare a volersi bene». Così ha fatto Emanuele Scotti, autore di una delle storie de “Il delirio e la speranza”, riuscito a riemergere, persino rafforzato, da un’esperienza di separazione.

Con i padri separati in cerca di speranza, Paolo Ferrario, Avvenire, 25 gennaio 2013

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