Immacolata, ripensaci… di Marino Maglietta

Cara Imma, visti i tuoi interessi, anche se non ci siamo mai incontrati penso che tu sappia che coincidono con i miei, che a suo tempo ho pensato e promosso l’introduzione dell’affidamento condiviso. Ho letto quindi con molto interesse il tuo recente intervento su 27esima Ora(http://27esimaora.corriere.it/17_settembre_03/figli-contesi-tribunali-nostri-incontri-spazio-neutro-mie-battaglie-quanto-sei-bella-figlia-mia-b9b3653a-906f-11e7-8eb0-0c961f9191ec.shtml),soprattutto perché mi ha suscitato il desiderio di avviare un confronto con te. Le tue posizioni “storiche” su un affidamento realmente condiviso sono infatti totalmente difformi non solo e non tanto dalle mie (questo davvero è irrilevante) quanto da quelle che a molti sembrano le prescrizioni di legge e che hanno portato a una serie di inziative, a partire da quelle legislative, come il DDL 957 della scorsa legislativa. Rispetto ad esso, a titolo di esempio, si legge da parte tua sull’affidamento paritetico:”  “Vogliamo sottoporlo a traslochi settimanali di libri scolastici, materiale didattico, giocattoli ed effetti personali? Per non parlare di chi lascia ogni tre giorni affetti importanti a cui è molto attaccato, come ad esempio gli animali domestici?” si chiede la coordinatrice [di Bigenitorialità assente, n.d.r.] Immacolata Cusmai” (Il Fatto Quotidiano, 30 settembre 2012). Una posizione in linea, ad es., con le tesi del Tribunali per i Minorenni di Trieste (20 febbraio 2013), che scrive  “Giova ricordare che è giurisprudenza ormai costante di questo Tribunale di non consentire, nemmeno nei casi di residenza di entrambi i genitori in enti separati di un medesimo edificio, il palleggio ping-pong della prole.  … Una soluzione, quindi, esposta a elevato rischio di far deflagrare ulteriori e continue controversie, con danno alla serenità del minore ed effetto inutilmente inflattivo sul sistema giudiziario.” Benissimo. Ma allora come si spiega quanto ci racconti adesso, con viva soddisfazione? “Posso vedere mia figlia in totale libertà, non quanto vorremmo, ma è già partito il progetto di arrivare a tempi paritetici con il padre.” Hai cambiato idea? O ti trovi nella stessa posizione di quel recente e chiacchierato caso dove due coniugi separati – entrambi magistrati – nel momento in cui si separano si accordano per la famigerata formula dell’affidamento paritetico con alternanza settimanale, salvo vedere poi la madre, nel momento in cui si trasferisce giusto giusto in zona Trieste, chiedere e ottenere la formula del “genitore prevalente”? Sia chiaro, non rilevano in questa sede le difficoltà logistiche di quella situazione, rileva la teoria generale della “maternal preference” sviluppata dalla Suprema Corte nel darle soddisfazione. Insomma, esistono due dottrine, quella da applicare agli altri e quella che vale per noi stessi?

Sugli altri temi giusto due parole. Davvero pensi che far arrivare le informazioni sulla vita scolastica e sulla salute dei figli a tutti e due i genitori invece che a uno solo li faccia litigare di più? Perché il Registro della bigenitorialità in concreto è questo. E davvero ti risulta che a lamentarsi di essere stati “alienati” siano solo i padri? Guarda che a noi (Crescere Insieme) si rivolgono anche tante madri…

Immacolata, ripensaci…

marino maglietta

pres. ass. naz. Crescere Insieme

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