![]() |
Ogni anno in Italia aumenta il numero di famiglie che si rivolgono ad un avvocato per procedere alla separazione e successivamente al divorzio. |
L'ISTAT rileva che nel 2007 risultavano in Italia 81.359 separazioni (+1,2% rispetto al 2006) e 50.669 divorzi (+2,3%), pari rispettivamente a 273,8 e a 170,5 ogni 100.000 persone coniugate residenti.
Dati significativi se si considera che nel 1995 i divorzi in Italia erano 80 ogni mille matrimoni mentre 2005, quasi il doppio (150). Divorzi e separazioni stanno diventando sempre più diffusi, quasi un fenomeno di costume. A dimostrazione di ciò si segnala in Italia l'istituzione della prima fiera dedicata al divorzio, dal nome “Ex-Punto e capo“, che si terrà a Milano 8 e 9 maggio 2010.
Ma se in molti casi il divorzio può rappresentare un'occasione per ripartire nella vita (come evoca il nome della fiera) , in altri casi,soprattutto quando “di mezzo” ci sono figli minori, può rappresentare l'inizio di una nuova fine. In questo articolo vogliamo appunto porre l'attenzione sula situazione dei padri separati in caso di separazione e divorzio. La fine di un matrimonio per un padre può rappresentare l'inizio di un "incubo" costellato da pesanti difficoltà economiche che possono spingerlo verso lo stato di povertà. Spesso in sede di divorzio o separazione la casa coniugale viene attribuita al genitore affidatario dei figli minori (in genere la madre),in più al padre genitore viene imposto un assegno mensile di mantenimento per i figli e per la madre se questa non ha mezzi sufficienti e se non è stata addebitata a lei la separazione.
Ora considerando questa situazione tipo, che non vuole essere esplicativa di tutta le realtà, ma una semplice ipotesi, troviamo il padre genitore a dover ricominciare una vita con risorse economiche scarse. Oltre alle spese per il mantenimento e per il pagamento del vecchio mutuo, infatti dovrà provvedere ai costi della sua nuova sistemazione ( affitto, bollette,,spostamenti).
Secondo alcune stime in Italia vivono 4milioni di papà separati , un quinto dei quali ( 800mila) vive sotto la soglia della povertà. Si calcola che a Roma siano 5 mila i padri che vivono in uno stato di indigenza, mentre a Milano .La fondazione Fratelli di San Francesco che a Milano gestisce alcune strutture per il ricovero dei senzatetto, fa sapere che su 650 posti letto ben 80 sono occupati da padri italiani separati
COSA POSSONO FARE DUNQUE I PADRI SEPARATI PER FAR FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE
In Italia esistono diverse associazioni che si propongono di fornire tutela psicologica e legale ai padri separati, per aiutarli a superare le fasi traumatiche della separazione e dell'allontanamento dei figli. Queste associazioni si propongono anche il compito di aiutare i padri a cercare una sistemazione decorosa dopo la separazione. A livello mondiale è famosa Father for Justice, celebre per le pittoresche proteste con i padri separati vestiti da supereroi, a dimostrazione che il problema in ogni caso è globale. Anche le amministrazioni regionali e comunali stanno cercando di inserire la categoria dei padri separati nelle proprie politiche di assistenza sociale.
ANNA BRESCIANI
In Piemonte ad esempio l'amministrazione prevede che i genitori separati non solo i padri) possano possano ricevere aiuti economici dalla Regioni e altre agevolazioni. I padri separati (e le madri) a basso reddito possono ricevere soluzioni abitative temporanee di alloggio, per continuare una vita dignitosa. Viene ammessa anche la possibilità di poter “detrarre” dal reddito complessivo le spese per il mantenimento e ottenere così gli aiuti disponibili per le persone a un basso reddito.









Twitter
Facebook







![[ FIRMA LA CARTA ETICA PER LA BIGENITORIALITA ]](http://www.gigaproject.net/images/carta-etica234x60.gif)



