Riceviamo e pubblichiamo una lettera giunta da una sua concittadina
Buongiorno,
Vorrei mostrare la mia piena solidarietà a Fabrizio Adornato e a tutti quei padri che vorrebbero fare i papà ma non ci riescono.
L'Italia, sotto il profilo della tutela dei figli, è un Paese assolutamente garantista e "matriarcale", che tende a relegare i padri in un cantuccio a sputare soldi. Tanto viene esaltata la parità genitoriale quando la coppia è integra, tanto viene marginalizzata la figura paterna nel caso di separazioni. Ovviamente la giustizia ha le sue colpe, nel non considerare e valutare attentamente tutte le situazioni e nell'affidarsi talvolta a sentenze cliché. Ovviamente sto generalizzando e spero di non urtare nessuna suscettibilità, bensì di offrire un'occasione di riflessione. Ed è altrettanto vero che i singoli, ovvero madri e padri, spesso assumono comportamenti tali da definirsi delittuosi nei confronti nei figli. Come nel caso di Fabrizio.
Solidarietà a tutti gli uomini che vorrebbero fare i papà e sono costretti a vedere i figli sul pianerottolo di casa per dieci minuti, solidarietà ai padri che dovono sopravvivere con pochi spiccioli perché per colpa di un amore finito vengono spolpati da donne vendicative. Solidarietà ai padri che non possono vedere i figli perché la madre "non vuole".
Lo so, la solidarietà non basta. Ci vorrebbe un radicale mutamento culturale di rotta, una valutazione sociale più attenta che al momento non esiste, nonostante le valanghe di perizie che vengono commissionate, immancabilmente lette e inspiegabilmente trascurate al momento dell'emissione della sentenza. Ci vorrebbero avvocati eticamente più responsabili (ovviamente sto generalizzando ancora e vale quanto detto in precedenza) che non spingessero i loro clienti allo sciacallaggio, ma che recuperassero invece la loro mission originaria, ovvero quella di consigliare per il bene non solo dell'individuo, ma della collettività. Il mio vuole anche essere un appello alle donne separate che strumentalizzano i figli per vendicarsi sul consorte: gli unici che soffriranno saranno i vostri figli e quando cresceranno vi odieranno e non vi rispetteranno. Donne, rinsavite e trovate nel buon senso il modo di essere felici. Ricordate: i figli valgono più della vita, più della vendetta, più dell'amore, insomma, più di qualsiasi altra cosa. Parola di mamma.
Cordiali saluti, Silvana







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