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Genova - Una storia d’amore che finisce in tribunale, l’odissea giudiziaria, le udienze, le liti con la ex, e poi le sentenze che lo hanno trasformato in un “nuovo povero”. Di padri separati in difficoltà ce ne sono moltissimi. |
Fabrizio Adornato, carabiniere genovese di 45 anni, ridotto sul lastrico dopo la separazione, ha fatto un gesto disperato: 19 giorni di sciopero della fame davanti al Quirinale. Ora dovrà tornare a Genova per riprendere il servizio ed evitare l’espulsione dall’Arma dei Carabinieri che comunque in questo periodo gli ha dato il massimo sostegno.
«La giustizia italiana non aiuta i padri separati, anzi, se può li ostacola e io ne sono l’esempio» dice Fabrizio. Una sentenza lo costringe a versare 820 euro al mese per gli alimenti all’ex moglie - «che fino a maggio non lavorava» - e alla figlia che per quindici giorni al mese vive con lui a spese del papà. «Una cifra che ritengo ingiusta - dice Fabrizio - Ho il conto è in rosso: la casa, di cui sono proprietario al 50 per cento, è andata alla mia ex moglie; non riesco a pagare le bollette, mi hanno anche staccato la corrente elettrica. Con i 750 euro che mi restano ogni mese dovrei pagare l’affitto e campare. Non ce la faccio più». Si sfoga sul suo blog (www.eremita65.blogspot.com). «E non vorrei che l’ultimo fosse perdere mia figlia, ora che sono un “nuovo povero”».
A favore di Fabrizio è nato un comitato spontaneo che durante il suo ritorno in Liguria occuperà la postazione da lui solitamente tenuta nei pressi del Quirinale con cartelli dalla scritta “Siamo tutti per Fabrizio Adornato”.









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