Ventimiglia - Ben 35 persone residenti nel distretto ventimigliese, 26 in più rispetto allo scorso anno, hanno perso la casa. E da allora vivono in strada, in auto, in rifugi occasionali. Molti sono uomini separati, diventati indigenti nonostante la maggior parte di loro abbia un lavoro regolare: «La casa di famiglia nella maggior parte dei casi resta all'ex moglie e gli affitti sono proibitivi. Se si considera che molti di questi padri separati ha anche un mutuo sulle spalle, è facile comprendere le loro difficoltà».
E uno dei dati più drammatici emerso dal rapporto annuale della Caritas intemelia, da anni impegnata ad aiutare gli ultimi: siano essi italiani o stranieri, residenti o di passaggio. E che, contrariamente a quel che molti pensano, è supporto fondamentale soprattutto alle persone stanziali. A fronte di 1780 persone assistite complessivamente nel 2010, i servizi socio assistenziali e sanitari forniti, infatti, sono stati ben 28 mila 667: segno che le persone seguite in modo costante sono di molto superiori a chi può godere di un'assistenza legata all'emergenza del momento.
Accanto a questi dati, che vedono ben 459 persone residenti nell'area intemelia seguite quasi quotidianamente, con un vistoso aumento dell'indigenza da parte delle persone e delle famiglie più deboli, in quanto con scarsa o nulla scolarizzazione o colpite da patologie particolari, spesso di tipo psichiatrico, vi sono poi ovviamente quelli legati al nuovo fenomeno di immigrazione. In costante aumento. Se sino alla scorsa settimana le persone che si recavano presso la sede di via Roma per chiedere un pacco di viveri o di potersi fare una doccia erano in media una ventina al giorno, da lunedì la cifra è praticamente raddoppiata.
Particolare significato, in questa ottica, assume anche l'unità mobile e l'unità di strada organizzata dalla Caritas proprio per dare una mano a chi vive all'addiaccio. Una volta alla settimana un operatore accompagnato da qualche volontario, esce con thermos, caffé e tè, brioche, cracker e coperte per aiutare le persone che sono senza dimora.
Gli operatori si occupano in particolare di Bordighera e Ventimiglia, nelle aree dove si rifugiano i senza tetto. L'obiettivo è ovviamente quello di dare un po' di sollievo a chi spesso non ha neppure un ricambio di biancheria, ma anche fornire un punto di riferimento al quale rivolgersi.
A fronte della situazione sempre più drammatica che emerge in queste ore, per contrasto, diminuiscono però i fondi. «L'attuale governo li aveva già dimezzati. Ora si sono ulteriormente ridotti, così come i contributi dei Comuni, in quanto gli enti locali hanno subito a loro volta tagli pesanti», spiega la responsabile Enrica Nasi.
Alcuni aiuti, per fortuna, arrivano dai privati: la lavanderia di Pier Giorgio Ravera di Vallecrosia da 20 anni lava la biancheria della Caritas, il forno Fratelli Lia di Camporosso fornisce gratuitamente il pane tutti i giorni, il Ristorante Impero dona generi alimentari. La Caritas ha a disposizione anche i residui della mensa del primo circolo delle medie Biancheri Cavour di Ventimiglia. Ma purtroppo non basta. E chi vuole dare il proprio contributo è il benvenuto. Soprattutto in termini di volontariato. Chi volesse aiutare la Caritas può usare il conto corrente Carige: 1549380. Oppure possono portare cibo o vestiti nella sede in via Roma.









Twitter
Facebook






![[ FIRMA LA CARTA ETICA PER LA BIGENITORIALITA ]](http://www.gigaproject.net/images/carta-etica234x60.gif)



