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Di administrator, 19 giorni fa

Il divorziato può impedire che la ex usi il suo cognome

È sufficiente che provare non solo l'uso illegittimo che se ne fa, ma anche la possibilità che da ciò le derivi un pregiudizio (magari anche solo di ordine morale). Circa una eventuale azione risarcitoria, sappia che deve comunque esistere un pregiudizio effettivo che le sia stato recato. Se questo non può essere calcolato patrimonialmente, il risarcimento sarà possibile solo se con l'indebito utilizzo del suo cognome si è verificato un illecito penalmente sanzionato.

Di administrator, 19 giorni fa

Divorziato e senza reddito ha diritto a un assegno

Divorziato e senza reddito ha diritto a un assegno La corte di Cassazione, in varie forme e da diverse angolazioni giuridiche, ha sempre ribadito lo stesso concetto. E recentemente ha emesso una sentenza in cui si legge proprio che l'assegno divorziale va riconosciuto all'ex coniuge che abbia difficoltà a trovare lavoro. L'accertamento di questo diritto al contributo va effettuato verificando anzitutto l'inadeguatezza economica del coniuge richiedente (che cio\u00e8 non riesce pi\u00f9 a mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto durante il matrimonio).

Di administrator, 19 giorni fa

Non basta essere separati per avere diritto al tfr

L'assegnazione al coniuge del 40 per cento del Tfr scatta solo se si è divorziati, e sempre che si sia anche titolari di un assegno divorzile. Di conseguenza la semplice separazione non fa maturare alcun diritto del genere. La legge infatti stabilisce che "il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata una sentenza di scioglimento, o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, ha diritto - se non passato a nuove nozze e in quanto titolare di assegno di mantenimento - a una percentuale dell'indennità di fine rapporto percepita dall'altro coniuge, anche se l'indennità viene a maturare dopo la sentenza. Tale percentuale è pari al 40 per cento dell'indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio". Dunque è anche ovvio che se ci risposa, prima del pensionamento dell'ex marito, si perde il diritto all'assegno di mantenimento e alla parte di Tfr. Se invece vi \u00e8 una semplice convivenza (attenzione, sempre che ci sia l'assegno divorzile!) il diritto al 40 per cento del Tfr resta intatto.

Di administrator, 19 giorni fa

Il conto in comunione non può essere prosciugato

Verso la separazione, il conto non può essere prosciugato visto che con la separazione si verifica anche lo scioglimento della comunione, e lo scioglimento della comunione prevede che ciascuno dei coniugi "rimborsi" alla comunione stessa le somme in precedenza prelevate (sempre che queste non siano state impiegate per scopi comuni, come per esempio l'educazione dei figli).Ciascun coniuge può anche chiedere che gli siano restituite le somme prelevate dal proprio patrimonio personale, e poi impiegate per entrambi. Questi "rimborsi" devono avvenire al momento dello scioglimento della comunione, ma il giudice, se ne vede la necessità, può anche consentire che il "rimborso" avvenga addirittura prima (cioè prima della separazione).

Di administrator, 19 giorni fa

Quando ci si separa vanno dichiarati i redditi

E' un dovere la produzione dell'ultima dichiarazione dei redditi sia in caso di divorzio, sia in caso di separazione. Fra l'altro il tribunale, in caso di contestazioni, può disporre d'ufficio indagini sui redditi e patrimoni dei coniugi e sul loro effettivo tenore di vita, anche in caso di separazione. La legge sul divorzio prevede poi che le parti presentino in udienza, oltre alla dichiarazione personale dei redditi, anche ogni documentazione relativa al loro patrimonio personale e comune. E' comunque interesse delle parti in buona fede di provvedere al deposito della dichiarazione, proprio per consentire al Presidente di avere un riferimento per le sue decisioni provvisorie. In difetto, il Presidente può arrivare ad accogliere le domande della controparte in relazione al quantum dell'assegno.

Di administrator, 19 giorni fa

Il trattamento successorio del coniuge separato e divorziato

Il trattamento successorio riservato al coniuge continua a sussistere anche nel caso di separazione dei coniugi. Infatti, nonostante la separazione, il coniuge superstite ha comunque diritto all'eredità, a meno che la separazione non gli sia stata addebitata. Tuttavia, anche in caso di addebito, il coniuge superstite ha diritto di ricevere un assegno vitalizio, se al momento dell'apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto. Tale assegno vitalizio non può, però essere superiore a quanto ricevuto a titolo di alimenti. In caso di divorzio, invece, essendo cessato del tutto il vincolo matrimoniale, ciascun coniuge perde definitivamente la qualit\u00e0 di erede nei confronti dell'altro, a meno che l'ex coniuge superstite non godesse di un assegno di mantenimento divorzile. In questo caso il tribunale, dopo il decesso dell'obbligato, pu\u00f2 attribuire al superstite un assegno periodico a carico dell'eredità

Di administrator, 19 giorni fa

Il fisco e l'assegno destinato all'ex moglie

La corresponsione dell'assegno può avvenire in unica soluzione solo se c'è l'accordo fra i due coniugi. In questo caso non potrà essere proposta alcuna successiva domanda di contenuto economico. Dal punto di vista fiscale, la legge non prevede espressamente la tassabilità dell'assegno "una tantum", in quanto il testo unico delle imposte dirette sottopone a tassabilità solo gli assegni periodici corrisposti al coniuge, e non quello corrisposto in unica soluzione. In effetti, a questo proposito le commissioni tributarie hanno espresso pareri contrastanti, e cio\u00e8 per alcune commissioni tale assegno non rientra nel concetto di reddito, poichè non ricorre il carattere di periodicit.a' Altre commissioni si sono espresse in senso opposto. La Cassazione, con una sentenza del 1999, ha comunque escluso la tassazione dell'assegno divorzile "una tantum", affermando che esso costituisce il trasferimento di una somma di capitale dal coniuge obbligato al coniuge beneficiario, e che per tale trasferimento la legge fiscale non prevede l'assoggettamento a Irpef. Inoltre, ha affermato la Cassazione, proprio l'esclusione della tassazione dell'assegno "una tantum" esclude la possibilità, per il coniuge erogante, di portarlo in deduzione dal proprio reddito. L'assegno "una tantum", affinchè abbia effetto definitivamente liberatorio per il coniuge obbligato, deve essere concordato fra le parti nella fase di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio. Bisogna però fare attenzione: se in fase di separazione i coniugi concordano la corresponsione di una somma a titolo di assegno "una tantum", per quanto questo assegno possa essere elevato, essa non ha efficacia liberatoria per il coniuge obbligato. Quindi, il coniuge che ha ricevuto l'assegno "una tantum" pu\òpretendere successivamente anche la corresponsione dell'assegno periodico, perch\u00e9 un accordo in fase di separazione non ha valore liberatorio. Quindi l'assegno "una tantum" corrisposto al coniuge non al divorzio ma prima o durante la separazione sara' considerato una semplice "donazione".

Di administrator, 1 mese e 26 giorni fa

Loro si dicono addio. A lei la casa dei suoceri

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Di administrator, 2 mesi e 21 giorni fa

Sent.26587/09-Perde diritto a affido condiviso se non versa il mantenimento ai figli

VENERDI' 18 DICEMBRE 2009

Il genitore che non versa ai figli l’assegno di mantenimento perde il diritto all’affido condiviso. Infatti in questi casi il giudice della separazione può derogare alla regola inaugurata con la riforma del 2006, e decidere per l’affido esclusivo all’altro genitore.

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Di administrator, 3 mesi e 8 giorni fa

Sent.46506/09-Regalo compleanno a figli non riduce responsabilità mantenimento

Il regalo di compleanno ai figli non riduce le responsabilità del padre che normalmente se ne disinteressa. Rischia infatti, oltre al carcere, un pesante risarcimento del danno morale alla ex chi non versa l’assegno per il mantenimento dei ragazzi. Continua a leggere →

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