Affidamento del minore: la giurisdizione del giudice italiano va accertata sulla base del criterio della vicinanza

Il giudice italiano non ha giurisdizione se il minore ha residenza abituale negli Stati Uniti. Lo ha chiarito, il 5 giugno, la Corte di Cassazione, sezioni unite civili, con ordinanza n. 13912/17 (13912).

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Tuteliamo Mirella Greta dai “tutelatori” e facciamola tornare a casa

Abbiamo ricevuto questa accorata richiesta di aiuto e di denuncia per Mirella sottratta e reclusa in una casa famiglia, il quale ci ha autorizzato a pubblicare, quanto inviato in ogni sua parte.

L’ennesima sottrazione da parte dello stato. Continua a leggere

N.6139/15 – Sottrazione internazionale necessario esercizio concreto del diritto di affidamento del genitore

Per il ritorno dei minori nei casi di sottrazione internazionale necessario l’esercizio concreto del diritto di affidamento del genitore che chiede il rimpatrio

Se manca il presupposto dell’effettivo esercizio del diritto di affidamento deve essere escluso il rientro del minore nei casi di sottrazione internazionale. Non basta, quindi, il regime astratto dell’affidamento legale per giustificare il ritorno. Continua a leggere

N.33452/14 – Sottrazione di minore per il genitore separato che trasferisce la residenza

Bambina strappata dalla casa coniugale. La Cassazione ha affermato che risponde di sottrazione di minori il coniuge, già separato, che, all’insaputa o contro la volontà dell’altro coniuge, si allontana trasferendo la residenza del figlio minore in altro comune. Continua a leggere

N.33452/14 – quando scatta la sottrazione dei minori (art.574)

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Secondo la Cassazione risponde di sottrazione di minori (art. 574 del codice penale) il coniuge, già separato, che, all’insaputa o contro la volontà dell’altro coniuge, si allontana trasferendo la residenza del figlio minore in altro comune. Continua a leggere

N.5902/13 – Vieta al padre di stare con il figlio: responsabile di sottrazione del minore

Può essere ritenuta responsabile di sottrazione del minore la madre separata che si trasferisce senza un provvedimento di autorizzazione del giudice e vieta al padre di stare con il figlio, non osservando così l’obbligo di attivarsi efficacemente per consentire l’esercizio dei diritti riconosciuti all’altro genitore. Continua a leggere

ACCORATO APPELLO DI MARIA ANTONIETTA AL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA CROCE ROSSA ITALIANA

nonno_e_nipotePARMA – Continuano gli appelli disperati di Maria Antonietta “ nonna coraggio “, così denominata per i suoi continui appelli alle autorità Tunisine che da oltre tre anni cerca di avere notizie su i suoi due nipotini che risiedono nel Paese Nordafricano ora duramente colpito dall’attuale conflitto armato

Ora e più che mai Maria Antonietta, non riesce ad avere notizie sullo stato di salute dei tre nipotini. Ogni giorno – afferma Maria Antonietta – sento la televisione e la radio dove enunciano incursioni e radi aerei, lanci di missili e bombe con distruzione di abitazioni con morti non solo di soldati ma purtroppo anche di civili e molti bambini Temo che fra questi civili ci possano essere anche i miei nipoti, visto che non riesco a sapere mai nulla di loro. Tutto è possibile a questo punto, anche che siano fra i migliaia di migranti giunti a Lampedusa e smistati in Italia in qualche CIE. I miei nipoti hanno un vissuto molto triste, il cui destino ha stravolto la loro vita e quella dei genitori e parenti. I genitori dopo averli lasciati per cinque anni con la nonna paterna a Parma, li hanno presi e portati in Tunisia rientrando in Italia dove hanno avuto problemi con la giustizia. Tutto ebbe inizio nel gennaio 2008, quando la madre dei bambini decise di portarli a Tunisi per visitare la famiglia paterna, nonostante fossero separati. Giunti nel Paese Nordafricano i piccoli rimasero affidati ai nonni paterni, dopo un’ispezione del Consolato Italiano a Tunisi, richiesta dal Ministro Frattini, veniva verificato che le condizioni di indigenza e povertà estrema in cui questi bambini erano costretti a vivere. Ora so che sono da alcuni zii. La madre giunta successivamente in Italia conobbe il carcere ed anche il padre, tunisino, entrava ed usciva da alcune case di detenzione per reati legati allo spaccio. Il tribunale dei minori di Bologna tolse ad entrambi i genitori la patria potestà perché ritenuti non idonei al loro ruolo formativo. Da questo verdetto – racconta la nonna coraggio – i miei nipotini, pur essendo italiani, sono costretti a rimanere a casa dei parenti paterni senza l’opportunità di vedere i loro genitori. Nell’impossibilità di riuscire ad avere notizie, quando i venti di guerra non c’erano ancora, sono riuscita ad andare dai miei nipoti in Tunisia, ma giunta in quella terra sono stata picchiata. Nessuno sa o vuole dirmi nulla dei miei nipoti, se sono vivi, se stanno bene, insomma nulla di nulla, neppure una telefonata, come se fossero scomparsi nel nulla. Ho interpellato il sindaco di Parma, ma tutto ad oggi è stato inutile ogni mio tentativo di avere notizie. I bambini hanno 5 e 7 anni e per loro sto cercando di fare di tutto, visto che sono una persona onesta ed a me non è stato precluso di vederli, anzi da circa un anno il tribunale dei minori ha decretato il collocamento presso la nonna materna nel caso di un ritorno in Italia. Ma come faccio a portarli in Italia se non riesco ad avere notizie della loro esistenza e delle loro condizione di salute? La potestà ora sembra essere affidata al giudice tutelare, ma Maria Antonietta sta facendo il possibile per ottenerla, non può andarseli a riprendere, deve aspettare che lo facciano le istituzioni. I suoi avvocati, hanno preso contatto con il Ministero ma sembra una strada lunga. Ha i criteri ed i requisiti per l’affidamento esclusivo ed è ciò che vuole ottenere. Nonna Coraggio – afferma – non mi sono mai fermata, non mi fermerò certo ora. Certo è che a preoccuparmi è soprattutto l’atteggiamento del padre: Se fosse in Tunisia con loro direi che è un suo diritto crescerli – spiega -, invece vive in Italia, a Parma lo si vede sempre in giro, entra ed esce dal carcere, prende in giro le nostre istituzioni. Una fortuna è che ora, senza patria potestà, è clandestino: la prossima che combinerà un altro reato sarà rimpatriato e se vuole tornare in Italia dovrà per forza portare qui i due bambini. Considerato che la Croce Rossa Italiana opera nell’ambito del Movimento Internazionale della Croce Rossa e delle Mezzaluna Rossa, istituzionalizzato nel 1928 dalla XIII Conferenza internazionale dell’Aja, e che coordina su scala mondiale numerosi membri: il Comitato Internazionale della Croce Rossala·Federazione Internazionale delle Società Nazionali di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa e le Società Nazionali in cui le attività internazionali della CRI, come previste dall’art. 2 dello Statuto CRI approvato con Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 06 maggio 2005, n. 97, si possono suddividere vari settori, fra cui in collegamento con il Movimento Internazionale della Croce· Rossa e della Mezzaluna Rossa per il Diritto Internazionale Umanitario a livello nazionale e internazionale ed il servizio di ricostituzione dei legami familiari, in favore di persone disperse a causati da eventi bellici, calamità o emigrazioni di massa avvalendosi della rete internazionale della Croce Rossa (Agenzia Centrale Ricerche di Ginevra, Uffici Ricerche delle Società Nazionali di Croce Rossa / Mezzaluna Rossa ), chiedo un aiuto affinché possa avere notizie dei miei nipotini in Tunisia.

© RENZO BENVEGNU (ufficio stampa papaseparatiliguria) – documento non riproducibile –