ASSOCIAZIONE “PAPÀ SEPARATI LIGURIA”
Proposte, riflessioni, intenti
L’Associazione “Papà Separati Liguria” denuncia con forza l’inadeguatezza dell’attuale sistema normativo italiano in materia di affidamento dei figli nei casi di separazione o non convivenza dei genitori.
Tale sistema, nei fatti, continua a produrre squilibri gravi, discriminazioni e conseguenze dannose per lo sviluppo
psicofisico dei minori.
È ormai evidente come la normativa vigente, pur formalmente ispirata al principio della bigenitorialità, venga sistematicamente svuotata nella sua applicazione concreta, perpetuando modelli superati e non coerenti con le evidenze scientifiche internazionali.
L’Associazione afferma con determinazione che il diritto alla bigenitorialità deve essere riconosciuto come principio inderogabile e sostanziale, e non meramente dichiarato.
Esso implica il diritto del minore a una presenza reale, continuativa ed equilibrata di entrambi i genitori nella propria vita.
A livello internazionale, tale principio si fonda su tre pilastri:
L’Associazione richiama con forza l’attenzione sul fatto che la comunità scientifica internazionale è concorde nel ritenere entrambe le figure genitoriali complementari e fondamentali. La presenza paterna non è accessoria né sostituibile: è essenziale quanto quella materna.
Si respinge con decisione ogni visione ideologica o culturalmente arretrata che relega il padre a ruolo marginale.
l contrario, si promuove un modello di paternità pienamente responsabile, educativa e partecipativa.
Allo stesso modo, si condannano senza ambiguità i comportamenti genitoriali negligenti o irresponsabili.
Le evidenze scientifiche dimostrano che il benessere dei minori aumenta in presenza di un coinvolgimento concreto e significativo di entrambi i genitori, anche in termini di tempi di permanenza. I modelli di affido materialmente condiviso rappresentano, in questo senso, una soluzione efficace e già adottata con successo in numerosi ordinamenti.
È necessario superare definitivamente il modello del genitore “collocatario prevalente”, che nei fatti crea un genitore di serie A e uno di serie B.
L’Associazione denuncia inoltre con fermezza tutte quelle prassi e interpretazioni che ostacolano il pieno esercizio della genitorialità, spesso prive di basi scientifiche e fondate su pregiudizi ideologici.
Si richiama la Risoluzione 2079 (2015) del Consiglio d’Europa, che invita esplicitamente gli Stati membri a promuovere modelli di responsabilità genitoriale condivisa e tempi di permanenza equilibrati.
L’Associazione ritiene che la soluzione da perseguire debba essere chiara: garantire, ove possibile, una sostanziale parità nei tempi di cura e di presenza dei genitori, accompagnata da una reale condivisione delle decisioni.
Esperienze internazionali dimostrano che tali modelli riducono la conflittualità, migliorano il benessere dei minori e favoriscono una maggiore responsabilizzazione di entrambi i genitori.
Si denuncia inoltre come l’attuale sistema generi spesso esclusione genitoriale, sofferenza psicologica e tensioni sociali, con conseguenze che possono degenerare anche in situazioni estreme.
L’Associazione ritiene inaccettabile qualsiasi ostacolo ingiustificato al rapporto tra minore e genitore, configurandolo come una grave violazione dei diritti fondamentali del bambino.
Grande preoccupazione suscita anche il fenomeno delle false accuse, utilizzate in alcuni casi come strumento di esclusione genitoriale, con effetti devastanti sia per i minori sia per i genitori coinvolti.
È necessario prevedere strumenti efficaci di prevenzione, accertamento e sanzione. Allo stesso modo, il rifiuto genitoriale non giustificato deve essere affrontato con interventi tempestivi e competenti, agendo sulle cause profonde del fenomeno.
L’Associazione ribadisce con forza un principio fondamentale: i diritti dei minori devono prevalere su qualsiasi interesse o rivendicazione degli adulti.
Ogni riforma futura dovrà partire da questo presupposto non negoziabile.
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